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Il fintech italiano cresce facendo rete, i numeri chiave del 2025

La fotografia del Fintech District racconta un ecosistema maturo, sempre più orientato all’orchestrazione dei servizi finanziari e alla creazione di valore condiviso

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Fintech in Italia
Fintech in Italia (© Freepik)

Il 2025 segna un anno di consolidamento per il fintech italiano, caratterizzato da una spinta sempre più forte verso la collaborazione tra attori diversi. A fotografare questa evoluzione è il Fintech District, community internazionale di riferimento per l’ecosistema Fintech e Techfin in Italia, che oggi conta 310 aziende attive.

Nel corso dell’anno sono state attivate oltre 150 connessioni tra matchmaking fintech–corporate e collaborazioni interne al network, a conferma di un modello che punta sulla contaminazione tra competenze e settori. Un approccio che si riflette anche sul fronte finanziario: le aziende della community hanno raccolto complessivamente 622 milioni di euro nel 2025, segnale di una fiducia crescente da parte degli investitori.

Sempre più internazionale il Fintech District

L’ecosistema italiano si dimostra anche attrattivo a livello globale. Il 30% delle aziende della community è composto da realtà internazionali che operano sul mercato italiano, confermando il ruolo del Paese come hub di sperimentazione e crescita nel panorama europeo del fintech.

Un trend rafforzato dal Soft Landing Program, sviluppato in collaborazione con Milano&Partners, che nel solo 2025 ha visto l’adesione di 30 nuove aziende estere, portando a 280 le realtà internazionali coinvolte dal lancio del programma. Le principali provenienze? USA, Regno Unito, Francia e Canada.

Fintech4Good, la sostenibilità diventa parte del prodotto

Tra i segnali più evidenti di maturità del settore spicca la crescita delle Fintech4Good, ovvero le aziende che integrano sostenibilità e criteri ESG nel proprio modello di business. Nel 2025 queste realtà salgono a 51, registrando un +37% rispetto all’anno precedente.

La sostenibilità, però, non è più solo compliance o reporting: diventa componente strutturale dell’offerta, con soluzioni orientate alla misurazione dell’impatto, inclusione finanziaria e prodotti ESG-native.
Nel dettaglio il 5,1% delle aziende ha un core business ESG e l’11,4% integra almeno una soluzione ESG nella propria offerta.

I principali ambiti di attività risultano:

  • TechFin (32%)
  • Payments (13%)
  • Lending (13%)
  • Crowdfunding (11%)
  • Insurtech (9%)

AI: dalla sperimentazione all’industrializzazione

Accanto alla sostenibilità, l’Intelligenza Artificiale si conferma un fattore strategico chiave. Il settore sta vivendo una transizione netta: dalla sperimentazione alla industrializzazione dell’AI nei processi e nei prodotti.

I numeri parlano chiaro: il 18% delle aziende nasce AI-native e il 42% utilizza componenti di AI integrate.

Le applicazioni più avanzate emergono nei segmenti dove automazione, regolamentazione e gestione del rischio si incontrano, come Regtech, WealthTech e Insurtech, oltre alla personalizzazione dei servizi finanziari.

La mappa del fintech italiano

In questo scenario dinamico, nel 2025 è stata realizzata anche una nuova edizione dell’Italian Fintech Map, sviluppata dal Fintech District insieme all’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano.
Una vera e propria guida strutturata che censisce le fintech e techfin italiane, le aziende europee con matrice italiana e i player globali attivi nel mercato domestico attraverso la community.

Cosa aspettarsi nel 2026

Guardando al futuro, il 2026 sarà l’anno dell’orchestrazione. L’embedded finance continuerà a spostare il baricentro del settore: i servizi finanziari diventano capability “componibili”, integrate nei journey di settori non-finance come pagamenti, credito e assicurazioni, per aumentare conversione e retention.

Secondo le stime globali, il mercato passerà da 113 miliardi di dollari nel 2024 a 237 miliardi nel 2029, con un CAGR del 16%. Ma il vero valore non sarà nel volume, bensì nella capacità di integrare tecnologia, compliance e user experience.

Parallelamente, i player digitali stanno evolvendo verso piattaforme integrate che offrono più servizi all’interno di un’unica esperienza. Le super app rappresentano il nuovo terreno di competizione: un mercato stimato in 127,1 miliardi di dollari nel 2025, destinato a raggiungere 861,9 miliardi entro il 2035, con un CAGR del 21,1%.

Le parole del Fintech District

A sintetizzare il momento del settore è Clelia Tosi, Head of Fintech District: I numeri del 2025 indicano un ecosistema che sta maturando: aumentano le connessioni tra aziende fintech e techfin e corporate tradizionali, così come le soluzioni che integrano AI e sostenibilità. Nel 2026 la capacità di rendere questi trend scalabili nei diversi settori sarà fondamentale”.

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