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Economia digitale

Risparmiare nel 2026, cosa sono pronti a sacrificare gli italiani

Metà degli italiani guarda al 2026 con ottimismo, ma cresce la necessità di tagliare le spese. Autodisciplina, educazione finanziaria e tecnologia diventano strumenti chiave per affrontare l’incertezza economica

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Risparmio
Risparmio (© Depositphotos)

Il 2026 si apre con uno stato d’animo contrastato per gli italiani: tra speranza e preoccupazione, cresce la consapevolezza che la gestione del denaro sarà una delle sfide centrali dei prossimi mesi. Secondo una recente indagine condotta da Revolut, banca digitale con oltre 4 milioni di clienti in Italia, metà della popolazione guarda al futuro finanziario con moderato ottimismo, mentre una consistente fetta continua a vivere con apprensione l’equilibrio tra entrate e spese.

Lo studio, realizzato in collaborazione con Dynata su un campione rappresentativo di 1.000 italiani, fotografa un Paese che prova a reagire, ma che resta segnato dall’incertezza economica e dall’aumento del costo della vita.

Tra fiducia e ansia

Il dato più incoraggiante è che il 50% degli intervistati si dichiara ottimista rispetto alla propria situazione finanziaria nel 2026, mentre un ulteriore 14% si dice soddisfatto delle proprie condizioni attuali. Cresce anche la volontà di pianificare: il 21% punta su risparmi e investimenti, mentre il 15% investe su se stesso, attraverso formazione, aggiornamento professionale o ricerca di nuove opportunità lavorative.

Ma l’altra faccia della medaglia resta evidente. Il 40% degli italiani è pessimista, quasi uno su tre (30%) si sente ansioso per le proprie finanze e il 10% afferma di non riuscire a migliorare la propria situazione, nonostante gli sforzi. Un segnale chiaro di quanto la pressione economica continui a pesare su famiglie e singoli.

Autodisciplina, la chiave per migliorare i conti

Quando si parla di soluzioni per stare meglio economicamente, gli italiani sembrano avere le idee chiare: la vera svolta parte dal comportamento personale. Per il 35% degli intervistati, l’elemento decisivo è l’autodisciplina, intesa come capacità di controllare le spese, evitare acquisti impulsivi e mantenere il focus sugli obiettivi finanziari.

Subito dopo emergono l’importanza dell’educazione finanziaria (24%) e l’utilità di strumenti digitali semplici ed efficaci (22%) per monitorare spese, risparmi e investimenti. Non mancano soluzioni più radicali: il 5% arriverebbe persino a farsi “bannare” dai social media, pur di ridurre le tentazioni di spesa legate allo shopping online e alla pubblicità.

Tecnologia e intelligenza artificiale al servizio del risparmio

Sempre più italiani guardano alla tecnologia come a un alleato strategico. Il 12% si affiderebbe a strumenti basati sull’intelligenza artificiale per pianificare il proprio futuro economico in modo più efficiente e personalizzato.

Un trend confermato anche da Ignacio Zunzunegui, Head of Growth Sud Europa di Revolut: “La motivazione personale e l’autodisciplina restano fondamentali, ma la tecnologia può trasformare le buone intenzioni in risultati concreti”.

Secondo Revolut, applicazioni intuitive, analisi delle spese, budgeting automatico e strumenti di investimento accessibili possono fare la differenza nel rendere le persone più consapevoli di come il denaro viene speso e di come può crescere.

Sei italiani su dieci pronti a rinunciare a qualcosa

Il dato forse più emblematico riguarda i tagli alle spese. Quasi il 60% degli italiani prevede di dover ridurre alcune voci di bilancio per riuscire a coprire quelle essenziali, come casa, bollette e alimentari.

Nel dettaglio:

  • 25% ridurrà la spesa per abbigliamento;
  • 24% taglierà le spese non essenziali (viaggi, bellezza, acquisti discrezionali);
  • 18% opterà per generi alimentari più economici;
  • 7%, dato più allarmante, potrebbe ridurre le spese sanitarie o mediche.

Le spese “intoccabili”: ciò a cui gli italiani non vogliono rinunciare

Nonostante le difficoltà, restano alcune priorità che gli italiani faticano a sacrificare. Il 18% non rinuncerebbe ai viaggi, il 12% proteggerebbe le spese per gli animali domestici, mentre l’11% considera intoccabili ristoranti, libri e attività culturali.

Un segnale che racconta un Paese alle prese con i conti, ma ancora determinato a difendere la qualità della vita e il benessere personale.

Un equilibrio fragile tra bisogni e desideri

Alla fine, solo il 9% degli italiani si sente davvero sicuro di potersi permettere tutto ciò di cui ha bisogno – e desidera – nel 2026. Il 30% pensa di potercela fare, ma con sacrifici, confermando un quadro fatto di equilibrio instabile, prudenza e nuove strategie di sopravvivenza economica.

Il 2026, insomma, si preannuncia come un anno di scelte consapevoli, dove autodisciplina, tecnologia e pianificazione diventano strumenti essenziali per affrontare un futuro ancora incerto.

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