Idee & Consigli
Endurance e AI: ecco come la startup unlimitme sta ripensando la preparazione degli atleti
Strava Year in Sport Report – 2025: il 46% degli sportivi dice sì all’AI come supporto al coaching
Negli ultimi anni il mondo dell’endurance ha vissuto una trasformazione significativa.
Maratone, trail running, triathlon e gare di lunga distanza coinvolgono un numero crescente di appassionati, accomunati dalla voglia di mettersi alla prova e raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.
Se da un lato sono aumentati gli strumenti a disposizione degli atleti, dall’altro è cresciuta anche la complessità della preparazione. Oggi chi affronta una sfida endurance si trova spesso a utilizzare un’app per gli allenamenti, una piattaforma per monitorare i dati, i consigli del proprio coach, le indicazioni di un nutrizionista e strumenti dedicati al recupero o alla preparazione mentale. A tutto questo si aggiungono le variabili della vita quotidiana: il tempo realmente disponibile, gli impegni personali e lavorativi, la qualità del recupero e le sensazioni che cambiano di settimana in settimana.
Mettere insieme tutti questi elementi in un percorso coerente non è semplice. È osservando questa difficoltà diffusa che nasce unlimitme, startup che vuole offrire agli atleti un modo diverso di vivere lo sport: non aggiungendo un altro strumento, ma creando un ecosistema capace di mettere in relazione tutto ciò che influisce sulla performance. Abbiamo intervistato la Founder, per capire meglio le potenzialità della piattaforma.
Da un’esigenza personale a un nuovo progetto
Prima ancora di essere una startup, unlimitme è la risposta a un problema che Giovanna Bevilacqua, trail runner e imprenditrice ideatrice della startup, conosce fin troppo bene.
«Preparare una competizione non significa solo allenarsi – spiega la Founder -. Significa anche orientarsi tra dati, strumenti e informazioni diverse, coordinare indicazioni che arrivano da professionisti differenti e riuscire a trasformare tutto questo in un percorso coerente con il proprio obiettivo e con la propria vita. È una fatica che si accumula allenamento dopo allenamento e che spesso si comprende davvero solo al traguardo, quando insieme al risultato arriva anche il bilancio di tutto quello che è servito per arrivare fin lì».
Giovanna Bevilacqua, Founder di Unlimitme
Ed è proprio da uno di questi bilanci che si fa strada una domanda tutt’altro che scontata: perché deve essere l’atleta ad adattarsi a strumenti che comunicano poco tra loro, invece di poter contare su un sistema costruito attorno alle sue reali esigenze?
Prima di trasformare questa intuizione in un progetto, Giovanna decide però di metterla alla prova: si confronta con altri atleti per capire se quell’esigenza sia davvero condivisa e li coinvolge nelle prime sperimentazioni. Il confronto conferma il problema, ma contribuisce anche a definire, passo dopo passo, la risposta.
Prende così forma unlimitme: non un’altra app per il fitness ma un’esperienza capace di accompagnare l’atleta lungo un percorso che rilegge continuamente ciò che è stato pianificato alla luce di obiettivi, performance misurate, feedback raccolti e cambiamenti che inevitabilmente fanno parte della vita di chi pratica sport.
Oltre l’allenamento: un nuovo modo di prepararsi
Allenamento, alimentazione, recupero e preparazione mentale non sono dimensioni indipendenti ma sfaccettature di uno stesso quadro: il carico di allenamento modifica le esigenze nutrizionali e di recupero, la qualità del sonno può incidere sulla capacità di sostenere una sessione impegnativa, così come stress e impegni quotidiani possono cambiare il modo in cui l’atleta affronta una determinata fase del suo percorso.
Per questo la startup propone un approccio multidisciplinare che mette in relazione tutti questi aspetti non soltanto per migliorare la prestazione sportiva, ma anche per aiutare ogni atleta a costruire una preparazione più consapevole, sostenibile e realmente compatibile con la propria quotidianità.
Una schermata dell’app che mostra l’esperienza digitale
Più che proporre un programma da seguire, unlimitme punta a restituire un equilibrio dinamico tra ciò che si vuole raggiungere, il lavoro necessario per arrivarci e le risorse che si hanno realmente a disposizione. Un equilibrio che cambia nel tempo e che richiede necessariamente di considerare la persona nel suo insieme. .
Quando la tecnologia diventa un alleato
Ciclista controlla lo smartphone
L’interesse verso strumenti sempre più personalizzati è già una realtà. Secondo il “Strava Year in Sport Report – 2025”, il 46% degli sportivi si dichiara disposto a utilizzare l’intelligenza artificiale come supporto al coaching, segno di una crescente apertura verso tecnologie capaci di affiancare la preparazione senza sostituire il ruolo dei professionisti.
In unlimitme, la tecnologia non sostituisce il contributo umano, ma parte dalle competenze di coach, nutrizionisti e altri professionisti per costruire le logiche su cui il sistema basa le proprie valutazioni. L’intelligenza artificiale applica poi queste conoscenze a informazioni molto diverse tra loro, lavorando contemporaneamente con numeri e linguaggio naturale e combinando ciò che i dispositivi misurano con ciò che l’atleta racconta: un dato di performance, una sensazione dopo l’allenamento, una difficoltà emersa durante la settimana o un’indicazione ricevuta da un professionista.
Una schermata dell’app che mostra l’interazione dell’utente con l’attività sportiva
Il risultato è un sistema meno rigido, capace di cogliere sfumature che difficilmente trovano spazio nei modelli tradizionali, senza aggiungere complessità all’esperienza dell’atleta. Le integrazioni con Garmin e Strava permettono infatti a chi già utilizza questi strumenti di continuare semplicemente ad allenarsi come ha sempre fatto: sono i dati a confluire nell’ecosistema di unlimitme, senza richiedere nuove abitudini o continui inserimenti manuali.
Guardando avanti: la visione di unlimitme
La piattaforma rappresenta il primo passo di un progetto destinato a evolversi. Nei prossimi mesi la startup continuerà a sviluppare nuove funzionalità, ampliare le integrazioni tecnologiche e far crescere la piattaforma attraverso il confronto con la community di atleti coinvolti nella fase di beta testing. L’obiettivo è costruire un ecosistema sempre più completo, capace di accompagnare gli sportivi durante tutte le fasi della loro preparazione.
La visione va però oltre lo sviluppo tecnologico. Unlimitme vuole contribuire a rendere più accessibile un approccio multidisciplinare che oggi è spesso riservato a chi può contare su un team dedicato, promuovendo una cultura sportiva in cui performance, benessere e continuità possano procedere nella stessa direzione.
La Founder Giovanna Bevilacqua ci racconta i prossimi passi previsti: «L’endurance è il nostro punto di partenza, non necessariamente quello di arrivo. Abbiamo iniziato da un mondo che conosciamo bene e in cui questa esigenza è particolarmente evidente, ma la stessa logica può avere valore per persone con bisogni molto diversi. Penso agli atleti senior, ai più giovani o agli atleti con disabilità per i quali la preparazione richiede ancora più attenzione alla persona, al suo contesto e alle sue specificità. La nostra ambizione è capire, passo dopo passo, come rendere questo approccio accessibile a sempre più persone, senza perdere ciò che per noi viene prima di tutto: l’individualità di ogni atleta».
Una schermata dell’app che mostra le diverse discipline attivabili e monitorabili
Il futuro dell’endurance passa da percorsi sempre più adattivi
L’endurance continuerà a evolversi e, con esso, cambieranno anche le aspettative degli atleti. La sfida non sarà soltanto raccogliere più dati o utilizzare strumenti sempre più sofisticati, ma riuscire a tradurre queste informazioni in scelte che abbiano davvero senso per quella persona, in quel momento.
È su questo terreno che unlimitme vuole trovare il proprio spazio: non come una semplice app di allenamento, ma come un alleato capace di affiancare ogni atleta nel modo in cui affronta i propri obiettivi, tenendo insieme ambizione sportiva, esigenze individuali e vita reale.
Perché ogni sfida endurance è diversa. E ogni atleta merita una preparazione costruita attorno al proprio percorso, non il contrario. Questa la filosofia di unlimitme, che con piacere abbiamo avuto piacere di conoscere e di raccontare, una realtà sicuramente da seguire per tutti gli appassionati di sport.
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