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Cybersicurezza

Relazioni 2.0, il 48% dei millennial italiani si confida online

Il 48% dei millennial italiani condivide online eventi personali prima di parlarne con amici o parenti. Uno studio Kaspersky rivela il crescente bisogno di approvazione online e i rischi legati alla privacy e all’eccessiva esposizione

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Il 48% dei millennial italiani si confida online
Il 48% dei millennial italiani si confida online (© Depositphotos)

Secondo un recente studio di Kaspersky, il 48% dei millennial italiani condivide aggiornamenti personali sui social prima di parlarne con amici o familiari. Il fenomeno, che riflette un cambiamento profondo nella gestione delle emozioni e delle relazioni, è spinto dalla ricerca di feedback immediato e approvazione sociale.

Promozioni lavorative, relazioni finite o traslochi: sono questi i momenti che i giovani adulti scelgono di rendere pubblici nelle community digitali. Ma se i social sono diventati il nuovo salotto della confidenza, cosa accade alla qualità delle relazioni?

Il bisogno di approvazione immediata e il lato oscuro dell’autenticità

Il bisogno di relazioni e conferme è innato, afferma la cyber-psicologa Ruth Guest. Lo smartphone, sempre a portata di mano, fornisce un flusso continuo di like, commenti e condivisioni, offrendo una sensazione di gratificazione immediata.

Tuttavia, questo meccanismo alimenta anche una pericolosa tendenza: la creazione di un sé idealizzato online, che se da un lato raccoglie consensi, dall’altro maschera la complessità della vita reale. Il risultato? Un senso crescente di distanza tra l’identità digitale e quella autentica.

Le relazioni faccia a faccia restano il pilastro dell’autenticità

Nonostante la digitalizzazione dei rapporti, i millennial italiani dichiarano di preferire le relazioni interpersonali dirette. In media, mantengono circa 15 legami significativi di persona, rispetto agli 8 coltivati online.

Questo dato conferma come la fiducia e la comprensione autentica nascano soprattutto da interazioni verbali e non verbali, impossibili da replicare integralmente nel mondo virtuale.

Troppa condivisione, poca sicurezza

Lo studio di Kaspersky mette in luce un dato allarmante: il 53% dei millennial si sente a proprio agio nel condividere informazioni sensibili online. Questo comportamento li espone a rischi concreti, come furti di identità, phishing e social engineering.

Marc Rivero, esperto di cybersecurity, avverte: “I dati condivisi sui social rimangono online per sempre e possono essere usati per attacchi mirati, anche se pubblicati in gruppi privati.” Il problema, quindi, non è solo ciò che si condivide, ma quanto tempo rimane accessibile e a chi.

Millennial e privacy

Millennial e privacy

I millennial: esperti digitali, ma ancora vulnerabili

Il 76% dei millennial si considera il più esperto digitale della famiglia e il 92% ha aiutato i propri cari in attività online, diventando di fatto il referente IT domestico. Questo ruolo li rende doppiamente responsabili: della propria sicurezza e di quella degli altri.

Robert Faris, sociologo, evidenzia la contraddizione: “Vivono tra il bisogno di connessione digitale e la ricerca di significato nelle relazioni reali. Ma il tempo online consuma quello che resta per la vita offline.”

Come proteggersi: consigli per una vita digitale sicura

Kaspersky propone alcune best practice per tutelarsi:

  • Verifica dell’identità: controllare immagini, profili e videochiamate prima di fidarsi.
  • Controllo delle fonti: evitare la diffusione di fake news.
  • Limitare la condivisione di dati personali.
  • Fare attenzione ai geotag e ai dati di terzi.
  • Informarsi sulle truffe digitali più comuni.
  • Usare password sicure e strumenti come Kaspersky Password Manager.
  • Aggiornare regolarmente software e antivirus.

Il futuro delle relazioni passa dall’equilibrio

I millennial sono una generazione ibrida, sospesa tra due mondi: quello fisico delle relazioni vere e quello digitale delle connessioni veloci. Solo trovando un equilibrio tra visibilità e riservatezza, tra virtuale e reale, sarà possibile costruire una società connessa e consapevole.

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