Seguici su

Cloud

Google Cloud estende gli spend cap a quattro servizi: limiti e costi esclusi

Gli spend cap possono sospendere nuove richieste per Gemini API, Agent Platform, Cloud Run e Cloud Run functions. Il limite riguarda un progetto e un servizio, ma non azzera ogni costo.

Avatar

Pubblicato

il

Modulo server illustrato con richieste digitali che si fermano a una soglia regolabile.
Un limite regolabile rappresenta lo spend cap, che può sospendere le nuove richieste per un servizio specifico. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Google Cloud ha annunciato la disponibilità generale degli spend cap, limiti mensili che possono sospendere le nuove richieste a quattro servizi quando la spesa stimata supera il budget impostato. La misura si applica a un singolo progetto e a un singolo servizio: non copre automaticamente l’intera fattura, perché alcuni costi e modalità di utilizzo restano esclusi. L’annuncio di Google Cloud presenta anche la gestione via API, la visualizzazione di stime più rapide per i servizi AI e il ripristino automatico dei limiti all’inizio del mese successivo.

La copertura iniziale comprende Gemini API, Gemini Enterprise Agent Platform, già Vertex AI, Cloud Run e Cloud Run functions. Gli spend cap sono configurabili dalla console di fatturazione o tramite Cloud Billing Budget API.

Una cronologia ufficiale da chiarire

Le date pubblicate da Google non coincidono. Le note di rilascio di Cloud Billing indicano il 27 luglio 2026 per l’avvio dell’anteprima pubblica e il 13 ottobre per la disponibilità generale, limitata a un gruppo di servizi. Il post sul blog aziendale che annuncia la disponibilità generale è invece datato 30 ottobre 2026. La differenza può dipendere dai tempi di aggiornamento o comunicazione, ma le pagine consultate non la spiegano: la redazione dovrebbe chiarire quale data presentare come decorrenza della GA.

Che cosa blocca il limite e come si configura

A differenza di un budget che si limita a inviare avvisi, uno spend cap applica un’azione al servizio scelto. Google indica notifiche al 50%, 80% e 100% del budget; quando i costi lordi stimati superano l’importo fissato, vengono sospese le nuove richieste per quel servizio nel progetto interessato. Altri progetti e servizi non vengono bloccati.

Il budget ha una cadenza mensile, con ripartenza del periodo il primo giorno del mese. La configurazione può essere eseguita nell’interfaccia di Google Cloud oppure in modo programmatico con la Cloud Billing Budget API, un’opzione utile per gestire limiti in più progetti tramite procedure automatizzate. L’ambito resta comunque ristretto: un progetto e un servizio idoneo per ciascun limite. Google specifica inoltre che la funzione è disponibile per clienti Google Cloud diretti, non per account di rivenditori.

Perché il tetto non coincide con la fattura

Il calcolo usa costi lordi stimati, basati sui prezzi di listino e senza considerare risparmi e crediti. Le stime possono quindi divergere dall’importo netto finale. Anche l’interruzione non è istantanea: le richieste già in corso possono arrivare a completamento e produrre addebiti; inoltre, la latenza di contabilizzazione può lasciare costi oltre la soglia. Google precisa che tali eccedenze vengono fatturate normalmente.

Lo stop non elimina né sospende ogni risorsa collegata. I costi fissi di risorse persistenti, per esempio calcolo e archiviazione, possono continuare a maturare. Restano fuori dal blocco anche i costi basati su abbonamento, come quelli delle sottoscrizioni Gemini Enterprise, e il traffico AI servito tramite Provisioned Throughput, cioè capacità riservata che continua a gestire le richieste.

Per i servizi AI, Google afferma che le stime più rapide possono comparire nei report sui costi entro pochi minuti dall’uso. Si tratta di importi stimati, distinti dai costi effettivi dei report di fatturazione, che possono richiedere più tempo per essere elaborati.

Riattivazione automatica o revisione manuale

Se il limite viene raggiunto, il servizio resta sospeso fino al ripristino dello spend cap o alla fine del periodo mensile. All’inizio del periodo successivo, il budget stimato si azzera e il servizio viene sbloccato automaticamente. Gli amministratori possono anche rimuovere manualmente il blocco; Google segnala che il ripristino completo del servizio può richiedere fino a un’ora. Per chi vuole approvare ogni ripartenza, resta disponibile l’opzione di mantenere un controllo manuale.

Gli spend cap aggiungono quindi un freno operativo agli avvisi di budget, ma non garantiscono un tetto assoluto alla spesa complessiva del progetto. Prima di affidarsi al limite, chi gestisce l’ambiente deve verificare quali servizi e modalità di consumo sono coperti, considerare i costi persistenti e scegliere se la ripartenza mensile debba essere automatica o subordinata a una revisione.

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *