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Binance completa la prova ZK: dieci asset verificabili, coperto il 95%

La prova zero-knowledge riguarda lo snapshot del 31 ottobre e dieci cripto-asset. Binance dichiara coperto il 95% dell’importo colpito, ma il dato non significa che i fondi siano stati recuperati né certifica da solo la solvibilità complessiva dell’exchange.

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Computer portatile con un’interfaccia astratta di verifica di un saldo, nei toni del blu ardesia, del bianco e dell’ocra.
Un cliente può verificare dal proprio computer l’inclusione del saldo nello snapshot delle riserve e la copertura dichiarata per gli asset considerati. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Binance ha completato la prova zero-knowledge relativa allo snapshot delle riserve preso il 31 ottobre 2026 alle 00:00 UTC. Gli utenti possono ora verificare se i propri saldi in dieci cripto-asset risultano coperti almeno 1:1 in quella rilevazione. Nel suo aggiornamento del 2 novembre, l’exchange dichiara inoltre di avere coperto il 95% dell’importo colpito dal furto. Il 5% ancora da coprire, secondo la società, riguarda token meno liquidi e fuori dal gruppo verificabile con questa prova.

La verifica ha un perimetro preciso: riguarda i saldi registrati in uno snapshot, non ogni transazione successiva e non tutte le possibili passività dell’azienda. La copertura dichiarata da Binance non va confusa con il recupero dei token sottratti: l’exchange dice di averli sostituiti usando risorse proprie e acquisti sul mercato.

Che cosa possono verificare i clienti

Gli asset inclusi sono BTC, ETH, USDT, BNB, SOL, USDC, XRP, USD1, RLUSD e ZEC. Binance afferma che, alla data dello snapshot, i saldi degli utenti in questi dieci token sono coperti almeno 1:1. Per fare il controllo, il cliente deve accedere al proprio account e scaricare il programma di verifica sul computer: la piattaforma non presenta la procedura come una verifica automatica e in tempo reale.

La procedura combina due strumenti. L’albero di Merkle consente al cliente di controllare che il proprio saldo sia incluso nel totale delle passività verso gli utenti considerato nello snapshot. La prova zk-SNARK, secondo la descrizione tecnica pubblicata da Binance, verifica il calcolo senza divulgare i saldi individuali. Insieme, i due passaggi servono a verificare l’inclusione del conto e la copertura dichiarata per quella rilevazione.

Questo rende controllabile un elemento specifico del resoconto pubblicato dall’exchange; non trasforma la prova in una revisione indipendente dell’intera situazione finanziaria. La pagina Proof of Reserves di Binance spiega il funzionamento della verifica e specifica che il calcolo si riferisce ai saldi alla data e all’ora dello snapshot.

Come si è arrivati al 95%

La percentuale è riferita all’importo complessivo colpito dal furto, non alla copertura dei dieci asset nella prova. Binance dichiara questi ultimi coperti al 100%; per l’importo complessivo dell’incidente comunica invece un progresso dal 90% al 95%.

Data Aggiornamento comunicato Che cosa indica
31 ottobre Binance pubblica lo snapshot delle riserve delle 00:00 UTC e dichiara coperto il 90% dell’importo colpito. La prova zero-knowledge completa non è ancora pronta.
1° novembre L’aggiornamento n. 4 ricorda che il dato precedente era circa il 90% e comunica poi che la quota coperta è salita a circa il 95%. Il 90% e il 95% descrivono due momenti successivi, non due dati incompatibili.
2 novembre Binance annuncia che la prova per lo snapshot del 31 ottobre è stata generata e ribadisce il dato del 95%. Gli utenti possono avviare la verifica individuale per i dieci token elencati.

La pagina dell’aggiornamento n. 4 del 1° novembre contiene entrambi i passaggi: prima richiama il 90% raggiunto rispetto alla comunicazione precedente, poi aggiorna la copertura al 95%. Non emerge quindi la discrepanza segnalata nella bozza iniziale.

Già il 31 ottobre Binance aveva indicato che il reintegro si basava, in parte, sul fondo SAFU, sul fondo assicurativo sui futures e sulla tesoreria aziendale. La società dichiara inoltre di continuare ad acquistare gli asset mancanti sul mercato e tramite canali OTC. Sono informazioni comunicate dalla piattaforma: la prova PoR presentata il 2 novembre non certifica da sola la provenienza dei fondi usati per il reintegro.

Che cosa non dimostra una Proof of Reserves

Una prova riferita a uno snapshot descrive una situazione in un momento preciso. Non attesta automaticamente che la stessa copertura sia rimasta invariata dopo quella rilevazione. Inoltre, la verifica dell’inclusione dei saldi dei clienti non equivale a un esame completo di ogni obbligazione, debito o impegno dell’impresa. Per questo è più corretto parlare di una prova circoscritta delle riserve e delle passività incluse nel calcolo, non di una certificazione complessiva della solvibilità.

Il limite dei controlli basati su fotografie puntuali è discusso anche nella letteratura sui sistemi PoR: uno studio del 2025 su IEEE Access analizza il rischio che la scelta dello snapshot possa influenzare il risultato e propone un metodo alternativo. È una discussione generale sui meccanismi di prova, non una valutazione specifica della verifica Binance pubblicata in questa occasione.

Il contesto del furto e i prossimi passaggi

L’FBI ha attribuito alla Corea del Nord la sottrazione di oltre 6 miliardi di dollari in asset virtuali da Binance, avvenuta il 29 ottobre o in prossimità di quella data, e ha indicato l’operazione con il nome TraderTraitor. L’attribuzione è riportata dall’Associated Press sulla base della dichiarazione dell’FBI. L’agenzia ha anche chiesto agli operatori del settore di bloccare transazioni collegate agli indirizzi individuati. La prova delle riserve non determina l’identità degli autori e non stabilisce quante somme siano state effettivamente recuperate dagli aggressori.

Per ampliare la verifica, Binance prevede un nuovo snapshot con più token il 4 novembre; la società stima altre 40–50 ore per generare la relativa prova. L’exchange ha inoltre annunciato una nuova fase progressiva di riapertura dei prelievi per il 3 novembre, precisando che avrebbe comunicato i dettagli quando pronti. Il passaggio concreto da seguire è quindi la pubblicazione delle condizioni della fase successiva e, poi, della nuova prova con copertura più ampia.

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