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Cybersicurezza

Coop Radenza, attacchi ai sistemi di refrigerazione in quattro supermercati

Il direttore generale di Coop Radenza ha riferito di attacchi in almeno quattro negozi siciliani, con temperature alterate e alimenti deteriorati. L’indagine deve ancora chiarire modalità e collegamenti con gli episodi europei.

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Illustrazione di un banco frigorifero da supermercato con un pannello di controllo in primo piano.
Un banco frigorifero e il relativo pannello di controllo rappresentano il legame tra sistemi digitali e conservazione degli alimenti. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Almeno quattro supermercati siciliani di Coop Radenza sono stati colpiti da attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione, secondo quanto riferito dal direttore generale Giuseppe Spadaro. Open, riportando le dichiarazioni rese da Spadaro all’ANSA, riferisce che l’attacco è avvenuto alle 4 del 2 novembre 2026: le temperature dei banchi frigoriferi sono state alterate e alcuni alimenti si sono deteriorati. I danni sono ancora in fase di valutazione; in alcuni negozi, ha detto Spadaro, il problema è stato risolto.

La conferma riguarda i punti vendita Coop Radenza. La stessa ricostruzione di Open riporta anche segnalazioni di problemi in altri negozi siciliani: secondo fonti anonime della grande distribuzione citate dalla testata, i punti vendita interessati tra Palermo, Catania e Ragusa sarebbero almeno dodici. È un conteggio distinto dai quattro casi riferiti da Spadaro e non attribuito a una conferma ufficiale del gruppo.

Radenza ha avviato accertamenti e contattato l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN). La Polizia postale indaga per risalire ai responsabili e verificare eventuali legami con i casi segnalati in altri Paesi europei. La coincidenza temporale, da sola, non dimostra che gli episodi abbiano la stessa origine.

Perché un attacco informatico può compromettere gli alimenti

I controlli digitali di frigoriferi, celle e congelatori collegano la sicurezza informatica a un processo fisico: la conservazione a freddo. Quando le impostazioni di un impianto vengono alterate, l’effetto può uscire dalla rete aziendale e incidere sulla temperatura delle merci, rendendo necessario ritirare o scartare prodotti e intervenire sui sistemi.

Questi impianti possono comprendere tecnologie operative, o OT, cioè strumenti che monitorano o controllano processi fisici. La guida internazionale sulla sicurezza OT e sulla creazione di un inventario degli impianti spiega che le connessioni tra reti operative e aziendali possono introdurre percorsi di accesso tra ambienti diversi se non sono progettate e gestite in sicurezza. Nel caso dei supermercati, accessi remoti e piattaforme centralizzate possono semplificare la manutenzione, ma rendono importante sapere quali dispositivi sono collegati e chi può modificarne le impostazioni.

Le misure preventive indicate dall’ACN

Dopo l’attacco ai supermercati francesi di ottobre, l’ACN ha diffuso un bollettino rivolto alla distribuzione alimentare, alla logistica del freddo e ai manutentori degli impianti. Secondo il resoconto di Open sulle raccomandazioni dell’Agenzia, il documento richiama rischi come apparecchi obsoleti, pannelli di controllo raggiungibili direttamente da Internet, password di fabbrica non cambiate e gestione centralizzata di più punti vendita.

Tra le misure indicate figurano un inventario degli impianti connessi, la rimozione dei pannelli di controllo dall’accesso diretto a Internet e l’uso di canali protetti e di una seconda verifica dell’identità per gli interventi da remoto. L’ACN raccomanda inoltre di cambiare le password deboli o predefinite, controllare le impostazioni degli impianti e verificare i piani di emergenza per proteggere le merci in caso di guasto.

Sono indicazioni preventive, non una descrizione della tecnica usata contro Radenza. Le informazioni pubbliche disponibili non chiariscono come siano stati raggiunti gli impianti siciliani né se vi sia stato un accesso remoto non autorizzato. Anche un inventario OT, come quello promosso dalla guida internazionale, aiuta a individuare e classificare gli apparati, ma non sostituisce le verifiche tecniche sull’incidente.

Un’ondata europea e un precedente in Francia

Il 2 novembre problemi ai sistemi di refrigerazione sono stati segnalati da catene e fornitori in diversi Paesi europei. Associated Press ha raccolto notizie relative a Svezia, Belgio, Lussemburgo, Irlanda ed Estonia; i resoconti descrivono casi e operatori diversi, non necessariamente riconducibili a un’unica intrusione. Recorded Future News ha riferito che non erano stati identificati i responsabili e che non era noto se gli episodi di novembre e quelli precedenti fossero opera degli stessi autori.

Il precedente più vicino è l’attacco di ottobre in Francia. Secondo Recorded Future News, la procura di Parigi ha indicato circa 700 vittime; l’articolo riferisce inoltre che alcuni controllori di refrigerazione raggiungibili via Internet erano stati compromessi. Il numero riguarda quel caso e non va sommato alle segnalazioni europee del 2 novembre, che provengono da aziende e fornitori con perimetri diversi.

Per l’Italia, oltre alle segnalazioni siciliane, Open ha riferito che l’ACN aveva ricevuto notizia di un incidente informatico da un’impresa di ristorazione collettiva in Toscana e aveva rilevato un attacco contro un’azienda di surgelati in Emilia-Romagna. Sono segnalazioni distinte, che non provano un collegamento con i casi di Radenza o con quelli europei.

Le verifiche ancora attese

Il dato più definito sul caso siciliano è la dichiarazione di Spadaro: almeno quattro supermercati Coop Radenza colpiti, con alterazioni delle temperature e deterioramento di alimenti. Restano da quantificare i danni e da chiarire le modalità tecniche dell’attacco, l’eventuale estensione ad altri punti vendita e i possibili collegamenti internazionali.

Per martedì 3 novembre, alle 11.30, è stata annunciata a Palazzo Chigi una riunione coordinata dal sottosegretario Alfredo Mantovano, con la partecipazione del direttore dell’ACN e dei vertici dei servizi di intelligence, per fare il punto sugli attacchi ai sistemi di refrigerazione in Italia e in Europa. Gli aggiornamenti delle indagini dovranno stabilire se le diverse segnalazioni condividano vulnerabilità, infrastrutture o responsabili. Intanto, i casi vanno distinti dalle conclusioni investigative ancora da accertare e dal quadro dei casi europei già ricostruito.

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