Spazio
iQPS, WADATSUMI-II in orbita: riuscito il primo contatto
WADATSUMI-II ha raggiunto l’orbita prevista a circa 575 km e ha comunicato con la Terra. Per avviare l’osservazione radar restano da dispiegare l’antenna e acquisire le prime immagini.
Il satellite radar WADATSUMI-II è stato rilasciato nell’orbita prevista, a circa 575 km di quota, e ha comunicato con la Terra. Il lancio è avvenuto con un razzo Electron di Rocket Lab. Per iQPS, il primo contatto e i controlli iniziali sono andati a buon fine; l’antenna non è ancora stata dispiegata e le prime immagini devono ancora essere acquisite.
La missione, chiamata “The Sea God Surveys”, è partita lunedì 2 novembre 2026 alle 17:41 ora italiana (1:41 del 3 novembre in Giappone). Nel resoconto di iQPS sul lancio e sul primo contatto, l’azienda riferisce che il satellite è stato rilasciato circa 50 minuti dopo il decollo e ha comunicato con la Terra circa 30 minuti più tardi. Secondo iQPS, i controlli iniziali hanno indicato che le apparecchiature funzionano e che il veicolo è in buone condizioni.
Il primo contatto non significa che il radar sia già operativo
Il collegamento con la Terra è una verifica iniziale del satellite, non la conferma che il suo strumento radar abbia già prodotto immagini. La sequenza indicata da iQPS prevede altre regolazioni, il dispiegamento dell’antenna e l’acquisizione dei primi dati di osservazione. Al momento della comunicazione consultata, l’azienda non aveva annunciato né l’apertura dell’antenna né la raccolta delle prime immagini, e non aveva indicato quando completare queste attività.
La missione è decollata dal Launch Complex 1 di Rocket Lab, nella penisola di Māhia, in Nuova Zelanda. La scheda della missione di Rocket Lab indica un’orbita terrestre bassa a 575 km di quota e un’inclinazione di 42 gradi. La compagnia descrive il volo come il suo decimo lancio Electron per iQPS. WADATSUMI-II si aggiunge alla costellazione radar che l’azienda sta sviluppando per l’osservazione della Terra.
Come funziona il radar SAR
QPS-SAR impiega un radar ad apertura sintetica, o SAR. Anziché registrare la luce riflessa dalla superficie, il sensore invia impulsi a microonde e misura il segnale che ritorna. Questa modalità consente di acquisire immagini anche al buio e, in generale, attraverso nuvole e nebbia, che possono ostacolare i sensori ottici. Lo spiega l’Agenzia spaziale europea nella sua descrizione delle missioni SAR.
Per WADATSUMI-II, la capacità di osservazione dovrà essere verificata dopo il dispiegamento dell’antenna e le successive prove in orbita. Per ora, i passaggi confermati da iQPS sono il rilascio nell’orbita programmata, il primo contatto e l’esito positivo dei controlli iniziali; antenna e prime immagini restano i prossimi traguardi, senza una data comunicata dall’azienda.
