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Google annuncia 160 milioni per acqua e data center in Malesia

Google finanzia un bacino e un impianto da 65 milioni di litri al giorno a Negeri Sembilan. Una precedente intesa di Gamuda indicava una quota del 25% per gli usi domestici; l’annuncio di Google non chiarisce se la ripartizione sia ancora quella.

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Illustrazione di un bacino di accumulo fuori alveo accanto a un impianto di potabilizzazione.
Il progetto annunciato prevede un bacino di accumulo e un impianto di potabilizzazione a Negeri Sembilan. La ripartizione dell’acqua tra campus e altri utenti resta da chiarire. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Google ha annunciato un finanziamento di 160 milioni di dollari per realizzare un bacino di accumulo fuori alveo e un impianto di potabilizzazione a Negeri Sembilan, in Malesia. Progettato per trattare fino a 65 milioni di litri d’acqua al giorno, l’impianto dovrebbe servire il campus data center previsto a Springhill Industrial Park, a Port Dickson, e ampliare la fornitura per usi pubblici. L’annuncio è nel comunicato ufficiale di Google sul progetto.

Il finanziamento riguarda infrastrutture condivise, ma l’annuncio non precisa quanti litri saranno assegnati al campus e quanti agli altri utenti. La questione è rilevante anche perché, nel gennaio 2025, Gamuda aveva descritto una ripartizione specifica per un impianto della stessa capacità: il 25% all’uso domestico e il restante 75% alle operazioni del data center. Il comunicato di Google non conferma né smentisce quella suddivisione.

In sintesi: Google finanzia le opere e ha incaricato Gamuda di costruirle; la gestione e la ripartizione effettiva dell’acqua, insieme al calendario aggiornato, restano da chiarire.

Un’opera condivisa, con una quota pubblica da chiarire

Secondo Google, il progetto sarà realizzato da Gamuda Berhad in coordinamento con il governo statale e con la società idrica Syarikat Air Negeri Sembilan (SAINS). Una volta completate, le strutture passeranno a Menteri Besar Negeri Sembilan (Incorporated), l’ente statale che gestisce beni pubblici. Il comunicato parla di aumento della fornitura per uso pubblico, ma non indica una quota dedicata alla rete pubblica né il fabbisogno previsto del campus.

Il precedente accordo pubblico di Gamuda offre un termine di confronto: nel comunicato del 9 gennaio 2025, la società affermava che il 25% della capacità dell’impianto sarebbe stato destinato all’uso domestico e il resto alle operazioni del data center. È una ripartizione annunciata allora per un impianto da 65 milioni di litri al giorno, ma il nuovo comunicato di Google non la riporta. Non è quindi possibile stabilire, sulla sola base dell’annuncio attuale, se la quota sia rimasta invariata o se siano cambiate le condizioni del progetto.

Il contesto nazionale aiuta a capire perché l’assegnazione delle risorse sia un punto concreto, non un dettaglio tecnico: secondo una risposta parlamentare riportata da Free Malaysia Today, la domanda idrica prevista per i data center in Selangor, Johor e Negeri Sembilan potrebbe raggiungere complessivamente 445,04 milioni di litri al giorno nel periodo 2025-2030. È una stima riferita a progetti in tre Stati, non al solo campus di Google; non può quindi essere usata per dedurre il consumo di questa struttura.

Il bacino raccoglierà acqua nei periodi di maggiore disponibilità

Il bacino sorgerà lungo il fiume Linggi. Google afferma che è progettato per raccogliere le eccedenze di portata e le precipitazioni, soprattutto nelle stagioni più piovose, e conservare acqua grezza da trattare per usi domestici e commerciali. Nei periodi più secchi, l’impianto potrebbe attingere alle riserve del bacino. L’azienda sostiene che questa soluzione aiuterà a mantenere la fornitura senza alterare il flusso naturale del fiume e contribuirà a mitigare i rischi di alluvione nelle aree esposte.

Si tratta di finalità dichiarate nel comunicato, non di risultati già misurati. Google non presenta valutazioni indipendenti sull’effetto del bacino sulle alluvioni o sulla disponibilità idrica locale. Il beneficio dipenderà anche dalla capacità effettiva di accumulo, dalle condizioni del fiume e dalle modalità operative, dettagli che l’annuncio non quantifica.

Calendario e gestione operativa sono ancora da aggiornare

Il comunicato di Google non indica quando inizieranno o finiranno i lavori. Un precedente calendario, riferito da The Star sulla base di un deposito di Gamuda presso Bursa Malaysia, prevedeva il completamento dell’impianto di trattamento nel secondo trimestre del 2027 e del bacino nel quarto trimestre del 2028. Quelle date erano un programma annunciato nel 2025: le fonti consultate non chiariscono se siano ancora valide.

Restano inoltre da conoscere i criteri di distribuzione tra campus e utenze pubbliche, il fabbisogno idrico del data center e il ruolo operativo di SAINS dopo il completamento. Sono elementi necessari per valutare come la capacità nominale dell’impianto si tradurrà in acqua effettivamente disponibile per la comunità.

Acqua ed elettricità nel piano del campus

Il progetto mette in evidenza che lo sviluppo di un data center richiede anche infrastrutture per acqua ed energia. Google dichiara che pagherà il 100% dell’elettricità consumata dal campus e i costi diretti delle infrastrutture necessarie al collegamento alla rete. Non ha però quantificato i consumi elettrici futuri né la capacità di rete richiesta.

L’azienda collega l’investimento idrico al proprio obiettivo globale di reintegrare il 120% dell’acqua dolce consumata, in media, da uffici e data center entro il 2030. Il rapporto ambientale Google 2026, che rendiconta i risultati del 2025, indica che i progetti di gestione dell’acqua hanno reintegrato circa il 78% dei consumi di acqua dolce di quell’anno. L’obiettivo resta quindi distinto dal risultato rendicontato: il comunicato non quantifica quanto il progetto di Negeri Sembilan contribuirebbe al traguardo globale e non dimostra che i consumi del campus saranno compensati.

Il prossimo passaggio utile sarà chiarire se la ripartizione annunciata da Gamuda nel 2025 resta applicabile, confermare le date di costruzione e rendere noti i criteri di gestione della fornitura. Senza questi dati, i 65 milioni di litri al giorno descrivono la capacità prevista dell’impianto, non la quota disponibile per ciascun utilizzatore.

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