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WADATSUMI-II in orbita: primo contatto riuscito con iQPS

Rocket Lab ha portato QPS-SAR-20 a circa 575 km. iQPS conferma il primo contatto e lo stato regolare del satellite; ora proseguono i test e il dispiegamento dell’antenna radar.

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Illustrazione di un satellite radar generico in orbita sopra la Terra, con una sottile traccia radio che rappresenta il primo contatto con il centro di controllo.
WADATSUMI-II è stato dispiegato nell’orbita prevista e ha stabilito il primo contatto con iQPS. Proseguono le verifiche prima delle prime immagini. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Il satellite radar giapponese QPS-SAR-20, chiamato WADATSUMI-II, è in orbita a circa 575 km e ha stabilito il primo contatto con il centro di controllo di iQPS. Il lancio è avvenuto con un razzo Electron di Rocket Lab dal Launch Complex 1, sulla penisola di Māhia, in Nuova Zelanda. La società ha confermato la missione e l’orbita prevista nella scheda ufficiale di The Sea God Surveys; iQPS ha poi comunicato che il satellite è stato dispiegato e che i primi controlli ne hanno confermato la buona salute.

Electron è decollato il 3 novembre alle 5:41 ora neozelandese, corrispondenti al 3 novembre alle 1:41 in Giappone e al 2 novembre alle 16:41 UTC. In Italia erano le 17:41 del 2 novembre. La differenza di data dipende dai fusi orari: il comunicato di iQPS del 3 novembre riporta l’ora giapponese, mentre la missione si è svolta nella mattina neozelandese.

Secondo l’aggiornamento pubblicato da iQPS dopo il lancio, il satellite è stato rilasciato nell’orbita prevista circa 50 minuti dopo il decollo. Il primo contatto è avvenuto circa 30 minuti dopo il dispiegamento. L’azienda riferisce che le apparecchiature funzionavano correttamente e che il satellite era in buone condizioni; ha aggiunto che proseguirà con le regolazioni, il dispiegamento dell’antenna e l’acquisizione delle prime immagini. Il successo del lancio e del primo contatto, quindi, **non equivale ancora alla piena operatività** né alla disponibilità delle immagini.

Come funziona il radar SAR

WADATSUMI-II è un satellite per l’osservazione della Terra dotato di radar ad apertura sintetica, o SAR. Il sensore invia impulsi a microonde verso il suolo e registra il segnale che torna indietro; il movimento del satellite lungo l’orbita permette poi di elaborare i dati e ricostruire immagini ad alta risoluzione. Come spiega l’introduzione dell’Agenzia spaziale europea ai sistemi SAR, questa tecnica consente di raccogliere osservazioni anche al buio e in presenza di nuvole, perché non dipende dalla luce solare come un sensore ottico.

Un’immagine radar, però, non è una fotografia simile a quella scattata da una fotocamera: mostra la risposta della superficie al segnale, influenzata da materiali, forme e rugosità. I dati grezzi devono essere elaborati e interpretati prima di diventare un’immagine utilizzabile. Il radar amplia quindi le occasioni di osservazione, ma non assicura da solo una copertura continua né rende immediatamente disponibili informazioni operative.

Un precedente aiuta a distinguere il lancio dalla fase di acquisizione. Per il satellite QPS-SAR-18, iQPS ha pubblicato le prime immagini nel settembre 2026, relative a osservazioni effettuate tra il 7 e il 9 settembre; per quelle immagini ha riportato risoluzioni al suolo comprese tra circa 0,44 e 0,59 metri. È un riferimento relativo a un altro satellite della serie: iQPS non ha ancora comunicato le prestazioni delle prime immagini di WADATSUMI-II.

Un tassello della costellazione iQPS

Rocket Lab descrive The Sea God Surveys come il suo decimo lancio Electron per iQPS. WADATSUMI-II è stato inserito in un’orbita inclinata di 42 gradi: l’inclinazione contribuisce a definire le traiettorie e le aree osservabili nei successivi passaggi, ma non significa che il satellite possa sorvolare ogni punto con frequenza costante.

iQPS dichiara di voler arrivare a una costellazione di 24 satelliti entro maggio 2028 e di puntare, con la rete, a osservare aree selezionate con un intervallo medio di dieci minuti. Si tratta di un obiettivo aziendale per la costellazione, non della frequenza di osservazione già garantita da WADATSUMI-II da solo. La frequenza effettiva dipenderà dal numero di satelliti operativi, dalle orbite, dalle aree richieste e dalle modalità di acquisizione.

Il prossimo passaggio immediato è completare le verifiche in orbita, dispiegare l’antenna e acquisire le prime immagini. Intanto iQPS ha aggiornato la finestra della missione successiva: Rocket Lab dovrebbe portare in orbita QPS-SAR-19, YAMATSUMI-II, non prima del 14 novembre 2026. L’azienda dovrà comunicare l’esito delle operazioni di WADATSUMI-II per chiarire quando i dati potranno essere usati e come il satellite si integrerà nella costellazione.

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