Seguici su

Cybersicurezza

Svezia, guasti ai frigoriferi di ICA e Coop: coinvolto il centro cyber

Problemi ai sistemi del freddo hanno colpito negozi ICA e sei punti vendita Coop in Svezia. Il centro nazionale per la cybersicurezza offre supporto, ma origine e autori non sono stati accertati.

Avatar

Pubblicato

il

Un modulo di controllo industriale anonimo accanto a un banco freezer vuoto in un supermercato stilizzato.
Un’illustrazione dei sistemi di controllo degli impianti di refrigerazione e delle conseguenze operative di un’interruzione. L’origine dei disservizi nei negozi svedesi non è stata accertata. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Un guasto notturno ai sistemi di refrigerazione ha lasciato senza frigoriferi e freezer alcuni supermercati svedesi delle catene ICA e Coop, compromettendo prodotti e attività dei negozi. L’unità nazionale svedese per la gestione degli incidenti informatici è stata coinvolta e sta raccogliendo elementi, ma il suo intervento non accerta da solo che i disservizi siano stati causati da un attacco informatico, né che i casi svedesi siano collegati agli episodi segnalati in altri Paesi europei.

Nella ricostruzione aggiornata di SVT sui punti vendita ICA colpiti, sono citati i negozi di Böda, Mörlunda e Moheda. A Böda, il gestore Mats Olsson ha riferito di aver trovato un freezer a 55 °C la mattina di lunedì 2 novembre: secondo il suo racconto, i frigoriferi e i congelatori del punto vendita erano fuori uso e i prodotti compromessi. Il negozio ha comunicato di essere aperto, ma senza prodotti refrigerati o congelati in vendita. A Mörlunda, il gestore Thommie Sundberg ha detto a SVT che è stato necessario eliminare il contenuto dei sette freezer del negozio; al momento dell’intervista non era chiaro quando l’attività avrebbe potuto riprendere normalmente.

ICA ha dichiarato di essere al corrente di un incidente avvenuto durante la notte, che ha coinvolto un numero limitato di negozi, e di assistere i punti vendita nella gestione. La catena non ha precisato quanti siano quelli interessati.

Per Coop, SVT riferisce di sei negozi in Gästrikland e Hälsingland con sistemi di refrigerazione o congelamento parzialmente o totalmente fuori uso. Nel punto vendita Tullhuset di Gävle sarebbe uscito fumo dai freezer. I negozi erano aperti, ma Coop ha dichiarato che gli alimenti per cui vi fosse anche solo il dubbio di una possibile interruzione della catena del freddo non sarebbero stati venduti. La società non aveva fornito una stima delle quantità scartate.

Il centro cyber offre supporto, non un’attribuzione

John Billow, direttore del Centro nazionale svedese per la cybersicurezza, ha detto a SVT che l’unità per la gestione degli incidenti informatici è coinvolta e lavora per ottenere un quadro della situazione. Ha precisato di non poter discutere i singoli casi. Il portavoce di Coop, Carlos Cancino, ha a sua volta dichiarato che la causa dei problemi nei sei negozi della catena non era stata stabilita: ha parlato di somiglianze con l’episodio francese, senza confermare che vi fosse un nesso.

Il confronto con la Francia è rilevante soprattutto per il meccanismo ipotizzato e per la prossimità temporale, non come prova di un’unica campagna. Il 12 ottobre erano stati segnalati problemi ai controllori remoti degli impianti di refrigerazione in centinaia di supermercati francesi. Il bollettino del CERT-FR, l’organismo dell’ANSSI per gli incidenti informatici, riferisce di compromissioni di controllori di refrigerazione di diverse marche e sconsiglia in generale di esporre su Internet le interfacce di gestione. La stessa autorità indica, tra le misure da valutare, la rimozione dell’esposizione diretta, l’accesso tramite VPN sicura o rete protetta e il controllo delle configurazioni e degli aggiornamenti. Sono raccomandazioni relative ai sistemi interessati dal caso francese: non dimostrano che i negozi svedesi utilizzino gli stessi apparati o abbiano le stesse vulnerabilità.

Il quadro europeo resta in evoluzione. Recorded Future News ha riferito di problemi analoghi segnalati il 2 novembre in Belgio, Irlanda, Estonia, Paesi Bassi e Lussemburgo, oltre che in Svezia. La testata ha riportato che nessuna autorità aveva identificato i responsabili e che non era chiaro se gli episodi di ottobre in Francia e quelli di novembre fossero opera degli stessi autori. La coincidenza di orari, effetti o strumenti non basta, da sola, a dimostrare un collegamento.

Perché un guasto OT può alterare la temperatura dei freezer

I sistemi che monitorano e comandano apparecchiature fisiche, come i controlli degli impianti di refrigerazione, rientrano nella tecnologia operativa (OT). Possono essere raggiunti da remoto per supervisione o manutenzione; se la gestione è esposta o protetta in modo insufficiente, un accesso non autorizzato può avere effetti sull’impianto controllato. In questo caso, la conseguenza riferita dai negozi non è soltanto un’interruzione informatica: sono cambiati i valori di temperatura e alcuni prodotti sono stati tolti dalla vendita o eliminati.

Il centro cyber svedese aveva già richiamato l’attenzione sui rischi dei sistemi operativi connessi a Internet. In un’inchiesta pubblicata da SVT il 12 ottobre, il direttore Billow ha ricordato che questi apparati possono controllare o sorvegliare dispositivi fisici a distanza e ha sconsigliato di esporli direttamente alla rete. Nel servizio sul caso dei supermercati, ha invitato le organizzazioni a verificare se la connessione sia necessaria e, quando lo è, a proteggerla. Ha citato password semplici e assenza di autenticazione a più fattori nei dispositivi coinvolti nei precedenti francesi: un riferimento a quei casi, non una descrizione accertata dei sistemi ICA o Coop.

Per i responsabili degli impianti, le domande operative riguardano quindi quali controllori siano stati coinvolti, come fossero raggiungibili da remoto, se configurazioni o credenziali siano state modificate e quali misure servano per ripristinare un accesso protetto senza interrompere la manutenzione. Per ora, le fonti disponibili non forniscono risposte specifiche sui negozi svedesi. I prossimi passaggi sono la ricostruzione tecnica dell’incidente e la valutazione dei prodotti esposti a temperature anomale; fino a quando non saranno disponibili, numero dei punti vendita ICA e perdite alimentari complessive restano incerti.

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *