Cybersicurezza
Cyber attacchi in aumento in Italia, quasi 2.500 offensive a settimana
In Italia registrati 2.492 attacchi informatici a settimana ad aprile 2026. Crescono ransomware e rischi legati alla GenAI, con aziende e istituzioni sempre più nel mirino degli hacker
L’Italia continua a essere nel mirino dei cyber criminali. Secondo il nuovo report pubblicato da Check Point Research, nel mese di aprile 2026 le organizzazioni italiane hanno subito in media 2.492 attacchi informatici a settimana, un dato superiore del 13,2% rispetto alla media globale. La crescita conferma un trend preoccupante: gli attacchi sono aumentati del 2,8% rispetto al mese precedente e del 6% rispetto ad aprile 2025.
A livello mondiale, la media si attesta invece a 2.201 attacchi settimanali per organizzazione, con un incremento del 10% rispetto a marzo e dell’8% su base annua.
Italia più esposta della media globale
I numeri mostrano come il nostro Paese sia diventato uno degli obiettivi principali delle offensive digitali. Dopo il lieve rallentamento registrato a marzo, aprile ha segnato una nuova accelerazione dell’attività criminale online.
Secondo gli analisti di Check Point, gli hacker stanno sfruttando sempre di più automazione avanzata, servizi cloud, ampliamento della superficie digitale delle aziende e utilizzo crescente della GenAI nei flussi di lavoro.
Cristiano Voschion, Country Manager per l’Italia di Check Point Software Technologies, ha spiegato che il rallentamento osservato nei mesi precedenti è stato soltanto temporaneo e che i gruppi criminali stanno rapidamente adattando strategie, obiettivi e tempistiche degli attacchi.
I settori italiani più colpiti
Nel nostro Paese i comparti maggiormente bersagliati risultano essere il settore governativo, beni e servizi al pubblico e telecomunicazioni.
A livello globale, invece, il settore dell’istruzione rimane il più colpito, con quasi 5 mila attacchi settimanali per organizzazione. Le scuole e le università continuano infatti a rappresentare obiettivi vulnerabili a causa della grande quantità di utenti e delle limitate risorse dedicate alla sicurezza informatica.
Anche turismo, viaggi e ospitalità registrano una crescita significativa delle offensive, soprattutto in vista dell’estate e dell’aumento delle transazioni digitali.
Ransomware: cresce la minaccia globale
Uno degli aspetti più allarmanti del report riguarda il ritorno del ransomware. Nel solo mese di aprile sono stati segnalati pubblicamente 707 attacchi ransomware, con un aumento del 5% rispetto a marzo e del 12% rispetto allo scorso anno.
Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito, ma anche l’Italia compare tra le nazioni maggiormente bersagliate, rappresentando il 4% degli attacchi ransomware segnalati nel mondo.
I gruppi criminali più attivi sono Qilin, The Gentlemen e DragonForce.
Gli esperti sottolineano come il fenomeno del Ransomware-as-a-Service stia rendendo sempre più semplice per gruppi minori lanciare campagne offensive sofisticate contro aziende e istituzioni.
L’intelligenza artificiale apre nuove falle
Il report evidenzia anche il crescente rischio legato all’uso della GenAI in ambito aziendale. Secondo i dati raccolti 1 prompt su 28 inviati a strumenti GenAI contiene un elevato rischio di fuga di dati sensibili e il 90% delle organizzazioni utilizza regolarmente strumenti di intelligenza artificiale generativa. Inoltre il 19% dei prompt contiene informazioni potenzialmente sensibili.
Ogni organizzazione utilizza mediamente 10 strumenti GenAI differenti, mentre ogni dipendente genera circa 77 prompt al mese. Numeri che dimostrano quanto rapidamente queste tecnologie siano entrate nei processi aziendali, spesso senza adeguati sistemi di controllo e governance.
Europa sotto pressione cyber
Sul piano geografico, l’America Latina resta la regione più colpita al mondo, ma anche l’Europa registra un aumento significativo degli attacchi, con una media di 1.848 offensive settimanali per organizzazione e una crescita del 9% su base annua.
Gli analisti avvertono che il rischio non riguarda più soltanto il numero degli attacchi, ma soprattutto l’impatto della possibile esposizione dei dati, che può compromettere operatività, reputazione e stabilità economica delle aziende.
Continua a leggere le notizie di Diario Innovazione e segui la nostra pagina Facebook
