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Falcon 9 porta 27 satelliti Starlink in orbita e recupera B1093

La missione Starlink 15-18 è partita da Vandenberg il 31 ottobre: il primo stadio B1093 è rientrato sulla nave-drone Of Course I Still Love You dopo il suo 18° volo. Le fonti consultate divergono sul conteggio totale dei voli Falcon 9.

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Illustrazione di un primo stadio Falcon 9 verticale sul ponte di una nave-drone, con il Pacifico sullo sfondo.
Un primo stadio Falcon 9 recuperato è raffigurato sul ponte di una nave-drone. La missione Starlink 15-18 ha portato in orbita 27 satelliti; il booster dovrà essere ispezionato prima di un eventuale nuovo impiego. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Un Falcon 9 ha portato 27 satelliti Starlink in orbita terrestre bassa e ha recuperato il primo stadio B1093 dopo il suo 18° volo. La missione Starlink 15-18 è partita il 31 ottobre 2026 alle 04:04 UTC dal complesso SLC-4E della base di Vandenberg, in California: erano le 21:04 del 30 ottobre sulla costa pacifica degli Stati Uniti e le 05:04 in Italia. Il resoconto della missione pubblicato da Space.com riferisce che i satelliti sono stati rilasciati circa 62 minuti dopo il decollo.

Il lancio ha aggiunto un altro gruppo alla costellazione Starlink e ha permesso a SpaceX di recuperare un booster già impiegato in 17 voli precedenti. Il rientro, però, non significa che il primo stadio sia pronto per un nuovo lancio: prima di un eventuale riutilizzo dovrà essere ispezionato e preparato.

In sintesi:

  • 27 satelliti Starlink rilasciati in orbita terrestre bassa;
  • booster B1093 recuperato sulla nave-drone Of Course I Still Love You dopo circa otto minuti e mezzo;
  • disaccordo tra le fonti consultate sul numero ordinale del volo: il conteggio di Next Spaceflight lo indica come 701°, mentre Spaceflight Now lo definisce il 700°.

Il rientro del primo stadio e il ciclo di riutilizzo

Dopo la separazione dal secondo stadio, il B1093 è rientrato nell’atmosfera ed è atterrato sulla nave-drone posizionata nel Pacifico. Secondo Space.com, era il suo 18° volo; il registro di Next Spaceflight riporta lo stesso numero di missione per il booster e conferma il recupero.

Il Falcon 9 è un lanciatore a due stadi. Il primo fornisce la spinta iniziale e, se la missione prevede il recupero, torna a terra dopo la separazione; il secondo prosegue il volo e porta il carico verso l’orbita prevista. Nella sua guida ufficiale al programma Falcon, SpaceX spiega che il primo stadio è progettato per sopravvivere al rientro ed essere recuperato. La società descrive inoltre l’ispezione dell’hardware recuperato come un’occasione per valutarne condizioni, materiali e progettazione.

Il recupero rende possibile un nuovo impiego, ma non lo garantisce: il booster deve essere esaminato e sottoposto alle attività di manutenzione necessarie. La guida di SpaceX illustra il programma in generale; non indica quali controlli specifici saranno effettuati sul B1093 né quando potrebbe tornare a volare.

Starlink 15-18 e il conteggio dei voli Falcon 9

Il numero complessivo dei voli richiede una precisazione. Secondo il registro di Next Spaceflight, la missione Starlink 15-16, partita il 27 ottobre, è stata il 700° volo del Falcon 9 e il 117° del 2026. Lo stesso registro classifica Starlink 15-18 come il 701° volo complessivo e il 118° dell’anno. Anche Space.com la indica come il 118° volo Falcon 9 del 2026, ma Spaceflight Now la presenta invece come il 700°.

Per questo l’articolo non attribuisce a Starlink 15-18 il traguardo esatto dei 700 voli: riporta i conteggi dei registri consultati e segnala il disaccordo. La sequenza delle missioni in ottobre è utile per inquadrare il dato: a quattro giorni da Starlink 15-16, il Falcon 9 ha volato di nuovo dalla stessa base, portando in entrambi i casi 27 satelliti e recuperando il primo stadio.

La scala dei lanci Starlink

Il singolo lancio si inserisce in un programma di voli frequenti. Nel resoconto del 31 ottobre, Space.com scrive che oltre il 70% dei voli Falcon 9 del 2026 fino a quella data era stato dedicato alla costruzione della rete Starlink. La testata riferisce inoltre che la costellazione superava gli 11.000 satelliti attivi. Sono dati attribuiti alla testata: non vanno confusi con i 27 satelliti appena rilasciati, il cui inserimento nel servizio non è dimostrato dal solo completamento del lancio.

Per un quadro storico, l’approfondimento sul numero e sulla proprietà dei satelliti, aggiornato ad aprile 2025, offre una fotografia precedente della crescita delle costellazioni. Le sue cifre si riferiscono a quel periodo e non sostituiscono il dato più recente riportato da Space.com.

I prossimi elementi da verificare sono distinti: per i satelliti, eventuali aggiornamenti sul loro stato dopo il rilascio; per il B1093, i controlli e un’eventuale assegnazione a una nuova missione. Il successo del recupero conferma l’atterraggio, non anticipa l’esito di queste fasi successive.

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